Ballando il Winter Blues

Vivo a Berlin da due anni e qualcosa, io che sono nata praticamente in nord Africa, in una terra senza inverno, in cui la sola idea di neve viene sciolta dalla sua aria salmastra (a parte l’Etna of course, ma lì la neve si impasta col fuoco, e salendo in cima vedi sempre il mare).

La Sicilia, dove il sole non è timido. Mai.

Eppure eccomi qui. Per due anni sono fuggita, quest’anno invece, nel mio tirocinio sullo “stare” (non fuggire più Eli, dài, puoi farcela!) ho deciso di rimanerci, di passare qui anche il buio novembre e il darkettonissimo dicembre. E ci sono caduta, non irrimediabilmente, ma ci sono caduta (ehhh lo so che sono yoga teacher, ma non riesco a fare la finta figa spirituale che niente mi tocca a questo mondo, visto che in teoria gli insegnanti yoga e il Nirvana avrebbero fatto l’asilo insieme).

Dove sono caduta? Ebbene sì, nel Winter Blues, oppure SAD (Seasonal Affective Disorder). Insomma, già le sigle non promettono nulla di buono. Non starò ad elencarne i sintomi, in breve: stai giù perché ti manca la luce, il calore del sole ma anche quello della gente, tutti rinchiusi a casa o nelle loro attività, perché chi si ferma è perduto. In nord Europa è ancora più sentito e costruisce il rapporto fra le persone: pensa se incontri il tuo vicino in piazza a -20°: sarai molto veloce nel congedarti, n’est pas? Non puoi stare per strada e stenderti nei parchi, le attività sono al chiuso, è più difficile incontrarsi, e ciò aggrava gli effetti in termini meramente ormonali della mancanza di luce.

Immagina che ci siano pochissime ore di luce, di non vedere a lungo l’azzurro del cielo e il sole, al posto dei quali l’eterno grigio incombe sulla tua testa incappucciata, per mesi e mesi. Il Cielo sopra Berlino, ti dice niente? (guardalo, è un film magico).

Tecnicamente, la ghiandola pituitaria non riceve abbastanza luce, compromettendo la produzione di serotonina. Il corpo non riceve abbastanza sole, e quindi la vitamina/ormone D* (per la precisione D3), quasi per nulla presente nei cibi (essendo per l’appunto un ormone), si abbassa in maniera verticale, producendo dolori alle ossa e umore alle stalle (io sto prendendo l’integratore perché ero sotto il livello di carenza).

Dunque, dolore alle ossa, sorriso all’ingiù, senso di solitudine e di “checifaccioqui/chimelhafattofare/erameglioBarcelona, crisi invernali “menevadoaviverealcaldo!” per poi tornare sui tuoi passi, perché ciò che ti porta a vivere a Berlin, se non sei di qui, è la sua atmosfera. Magica e unica. Non certo il clima o la gentilezza degli abitanti, che il freddo rende è vero scostanti, ma dolci nel cuore. Certo, ci vuole tempo, bisogna superare lunghi inverni e oscuri pregiudizi, per meritarti poi di essere parte della gioia della primavera e dei bucaneve, delle giornate che durano fino alle 23 e rapporti umani veri, profondi e duraturi.

Ecco di seguito i miei tips, personalissimi, io sto molto molto meglio adesso, perché li sto mettendo in atto.

Chiaramente non ti consiglierò ti prendere il sole, visto che stiamo parlando mancanza di sole che qui non c’è per mesi e mesi. E’ chiaro che se c’è una giornata di sole fiondati fuori a prenderlo e fingiti mort@ se qualcuno (fosse pure la tua coscienza) ti richiama ai tuoi doveri 😉

  1. WORK-OUT WORK-OUT WORK-OUT! Esercizio fisico, ginnastica, cross fit, piscina, corsa. Sudare, my friends, sviluppare calore, aumentare la consistenza dei muscoli. Se fa freddo dobbiamo lavorare sull’elemento fuoco, o su quello che in yoghese si chiama rajas. L’energia umana per eccellenza, quella dell’azione. Dal nooooo al YES! Nell’attivarci dal torpore, all’inizio di ogni esperienza FA-TI-CO-SA dobbiamo lottare con le sabbie mobili di tamas, la nostra natura animale (quella del gatto raggomitolato sul sofà). E’ come una resistenza, viscosa, l’attrito che ci inchioda in basso (e al divano). Il circolo non-virtuoso è: sto tutto il giorno davanti a un pc, in una stanza buia, a lavorare da sol@, e poi mi sento giù/sol@…mmmm, perché secondo te? Io ringrazio anni di pratica yogica per la disciplina donatami, posso fare esercizi da sola a casa ogni giorno, ma ciò non risolve il problema del “mi sento sola”. Quindi mi sono trovata una palestra, e sono stata così fortunata di trovare un posto berlinesissimo e spartano dove con 25 euro al mese posso allenarmi, in tedesco, con un sacco di bella gente, anche ogni giorno. Risolvo così in un solo gesto (insomma, una fatica ma a me piace) 3 punti fondamentali: esercizio, socialità, e apprendimento del tedesco, che tradotto in ormoni si legge: serotonina (prodotta anche solo dall’allenamento). Altra attività amata è per me la piscina, solo che se fa freddo e umido, come sta succedendo quest’anno in cui la temperatura è ancora stranamente un pò sopra lo zero (forse stanotte -4°, sono quasi felice!) , ma l’umidità sfiora l’80%, l’idea di spogliarmi non mi piace, se non in sauna. E poi mi piace correre. Tantissimo. Correre vicino al canale, guardare i cigni, correre e sentire di volare. Sia nuoto che corsa, per me funzionano se praticati almeno 40 minuti. Per entrambi: inizia piano, non dare lo sprint subito, e vedrai. Prendersi cura dei muscoli, ci tonifica corpo mente e anima soprattutto perché lavorando sul core lavoriamo anche sul 3° chakra, ma non solo:  la vitamina/ormone D è liposolubile, quindi, quindi più alta è la percentuale di massa grassa nel corpo (non importa pesiate poco), più la vitamina/ormone D si disperde nel corpo, e il fabbisogno aumenta, chiaro?
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No, non sono disordinata (forse!), è la foga di cambiarsi per precipitarsi in palestra, senza ripensamenti.

2. SAUNA!  Ho pensato tutta la vita che la sauna mi facesse mancare l’aria. Certo, esci da una sauna all’aria aperta che è Sicilia in generale per entrare in un’altra sauna al chiuso, insomma, non è esattamente un sollievo. Poi un giorno a Pantelleria ho scoperto una grotta con una sauna naturale: uno dei geyser o bagni asciutti dell’isola proprio dentro una grotta sapientemente ripavimentata dai romani (quelli antichi). Ci andavo delle sere d’inverno con degli amici portando le erbette per i vapori, guardando la distesa di mare che ci separava dall’Africa e mi sono detta: figa sta sauna, non è poi così male, nulla a che vedere con quelle al chiuso (a Pantelleria ci andremo in Retreat, donne!). Poi sono arrivata a Berlino, e dopo qualche messe le ossa mi facevano male, proprio fredde. Un giorno, dalla mia nuotata sono passata alla sauna, dove tutti passeggiavano nudi, ed io pudica in bikini, mi sono sconcertata e non ci sono tornata più (questa ora ve la spiego). Dopo qualche mese degli amici mi hanno invitato nelle campagne del Brandemburgo, con una sauna privata sul lago, quindi: entri nuda in sauna (importantissimo avere il proprio asciugamano piuttosto grande per non sporcare del tuo sudore la sauna e accappatoio per non reffreddarti dopo), aufguss (la ritualità teutonica che fa salire la temperatura a 90°, una mestolata di acqua aromatizzata con oli essenziali sulle pietre roventi, qualcuno che fa roteare l’asciugamano dicendo cose simpatiche in tedesco, tu che sudi tutto il sudabile e pensi che forse morirai però l’altra volta non sei morta, quindi magari anche stavolta sopravvivi) e poi esci al buio (se è notte) e salti nel lago gioiosa insieme agli altri. Sono sempre stata nudista nell’anima, ma poi cresci al sud e impari – come donna – che è meglio non dare occasione alle brutte avventure (cosa c’è di più bello che nuotare e prendere il sole nudi?). Quella volta al lago con gli amici mi sono riliberata, rendendomi conto che per la Freikörperkultur (questa googlala, se no non finiamo più oggi), nessuno mi stava guardando, e se pure fosse stato, non c’era pericolo, e nemmeno malizia. Così sono diventata grande fan della sauna e delle SPA, anzi ne ho trovata una da sogno qui a Berlin.  I benefici della sauna sono enormi: rilassa, brucia i grassi, elimina le tossine, attiva la circolazione (poi però ti devi buttare nell’acqua fredda, asciugarti e rilassarti un pò, e solo dopo mezz’oretta rientrare in sauna), e ti fa sentire quella sensazione di tepore e socialità dell’antica Roma (credo, non ci sono mai stata). Sta diventando una delle mie cose preferite nella vita, credimi. Nella mia sauna preferita ci sono anche i barili col ghiaccio, la piscinetta con l’idromassaggio, e la piscina grande per nuotare, entrambe riscaldate e all’aperto. Divieto assoluto di costume e cellulare (tranquille donne, anche qui, vi ci porto: l’estate prossima organizzo un Urban-Retreat a Berlin!)

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3. MEDITATE! Avere una sincera routine spirituale, una Sadhana, è fondamentale. Abbiamo parlato dei guna:  tamas (la natura animale), rajas (la natura umana), sattva, la nostra natura angelica. Yogi Bhajan diceva che dovremmo essere per il 10% tamas, 30% rajas e 70% sattvici. Oltre le classi di yoga, i workshop e i retreats, guido periodicamente su instagramfb una Kundalini Yoga Challenge, che parte sempre come una Challenge di una settimana, poi diventa di 40 giorni, e infine arriva ai 120 giorni. Mi dico sempre che sarà l’ultima volta, per la fatica che comporta, e poi non rispetto mai questo proposito. E’ così bello guidare delle persone verso un momento di raccoglimento con se stesse, vederle volare, lasciar loro spiccare il volo! Tecnicamente trovate in rete e su centinaia di libri tutti i benefici della meditazione, non scriverò qui ulteriormente (basta comunque sfogliare la maggior parte degli articoli di questo blog per farsi un’idea). Io sono una purista del Kundalini Yoga, credo che una vita non basti per approfondirlo. C’è di tutto, se ci si vuole prendere cura di se stess@, del proprio Infinito. La SAD o Winter Blue, non giriamoci attorno, provoca anche una certa sensazione di depressione. Lo so che è una brutta parola, ed anche molto abusata, lo so. Yogi Bhajan ha parlato molto, rispetto all’Età dell’Acquario, di Cold Depression. Non si riferiva al freddo, ma ad un tipo di depressione invisibile che ha però a che fare con lo smarrimento della propria Anima, “il Silenzio dell’Anima”, lo ha chiamato, la perdita di senso. Di certo causata anche all’eccesso di comunicazione (Yogi Bhajan ci vedeva lungo), ed alle conseguenze che il nostro essere iperconnessi causa al 3°occhio, alle ghiandole pituitaria e pineale.

Ti lascio qui il link ad una meditazione davvero utilissima per la depressione in generale, la Cold Depression, il Winter Blue, in particolare. Serve al restituire al Creatore la tua depressione. Fammi sapere nei commenti se non capisci l’inglese che te la traduco o faccio un video.

Il Kundalini Yoga conta anche innumerevoli kriya che oltre ad essere posizioni di devozione, costituiscono anche un ottimo work-out fisico, quindi ti consiglio anche di praticare yoga e/o di iscriverti un corso di yogaça va sans dire.
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Bene, rimangono altri 7 tips, te li scrivo nelle prossime 2/3 settimane, puoi resistere?

*La vitamina D è super importante e in mancanza di  sole si hanno dei problemi grossi, in termini di dolori alle ossa e umore e altri disturbi.
Se hai la pelle scura, il tuo fabbisogno è superiore.
Ci sono degli integratori in mancanza del sole, ma va prescritto da un medico il dosaggio giusto per ogni carenza, esami del sangue alla mano perché c’è carenza, sotto la carenza, e insufficienza.
E poi chiaramente valori normali per chi vive al sole, espone spesso tutto il corpo al sole e pratica sport.

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